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Bilancio di chiusura relativa alla procedura concorsuale della Holding.....
Venerdi, 26 Aprile 2019
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Lunedi, 22 Aprile 2019
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Bilancio di chiusura relativa alla procedura concorsuale della Holding.....
Venerdi, 26 Aprile 2019

 

 

 

Bilancio di chiusura relativo alla procedura concorsuale della Holding Bancaria partecipata da Banca Popolare di Spoleto Banca Desio ed HMMMO (Holding Make Market Oriented).

 

Nella fase del Bilancio di assestamento redatto nella forma della relazione sintetica e non analitica essendo le poste di Bilancio nella loro singola entità numeraria riportare nel prospetto analitico di chiusura dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico la entità del debito da sanare entro la chiusura dell’esercizio 2018 (Aprile 2019) fu rilevata nell’ordine di 2000 miliardi di euro. L’importanza di tale entità numerica ha suscitato numerose reazioni come è comprensibile che pertanto è doveroso un tentativo di esplicazione teorica del suo “significato economico”. Dopo l’integrazione monetaria del 1999 come è noto il paese Italia “reduce” di una crisi istituzionale di portata epocale soffrì di un debito pubblico il cui picco massimo raggiunse nei computi statistici di quegli anni il livello di 2 milioni di miliardi di vecchie lire. L’errore della moneta unica ha prodotto nella realtà umbra della Holding in oggetto un situazione analoga a quella che nel diciannovesimo secolo portò nel 1893 alla creazione della Banca d’Italia come istituto d emissione. Essa fu il prodotto della fusione di Banca Nazionale del Regno di Italia di Banca nazionale toscana e di Banca toscana di Credito. La crisi rovinosa di Banca Romana innescò al termine del Diciannovesimo secolo la crisi creditizia che avrebbe prodotto la creazione di un istituto di emissione a carattere di Banca Centrale: la Banca di Italia sorta nel 1893. La crisi del Monte dei Paschi di Siena simultanea all’inizio della crisi planetaria innescata negli Stati Uniti per effetto della rovinosa politica che produsse il fenomeno dei sub-prime fu effetto e causa interna   della irresponsabile politica monetaria espansiva della Bce ma della quasi globalità delle banche centrali inclusa la Fed. Tale tipo d politica monetaria su scala planetaria avrebbe   prodotto la iper inflazione premessa della psyco-war degli anni 2015   2017. La perdita del primato finanziario di Monte dei Paschi di Siena (analoga alla condizione di Banca Romana al termine del diciannovesimo secolo) a causa di una inavveduta politica di risanamento finanziario che pose lo Stato italiano nella condizione di un intervento di risanamento attuato senza le necessarie coperture finanziarie costituì la premessa della crisi del sistema bancario italiano e del dissesto dello Stato italiano. Fu in tale situazione che la piccola realtà di Banca Popolare di Spoleto   assunse rilevanza europea come possibile candidata alla creazione di una nuova realtà bancaria per sopperire alla implosione della Banca di Italia che non seppe arginare la crisi nei tempi e nei modi che una Banca centrale deve dimostrare nella concreta prassi operativa. Naturalmente tale realtà finanziaria ha potuto integrare la perdita della solidità patrimoniale e finanziaria del sistema finanziario italiano grazie alla possibilità di operare in condizioni di continuità storica e politica con il tradizionale assets politico e finanziario italiano per effetto di una di una storia finanziaria di prestigio e di rilevanza istituzionale. Tale continuità è rinvenibile nella formula societaria prescelta da tale realtà bancaria che costituisce il nodo politico ed istituzionale che ne ha determinato la temporanea condizione di illiquidità. Ora rilevando con rassegnata amarezza l’effetto della moneta unica europea che ha determinato il raddoppio della entità del debito dello Stato italiano [da due milioni di miliardi di lire a quattro milioni di miliardi di lire (lira più lira meno)] la entità in oggetto ha dovuto smaltire per conto dello Stato ma nel “proprio interesse” tale condizione di insolvibilità. La natura di ente pubblico di tale Istituto il cui regime vincolistico attribuisce alla procedura concorsuale in atto la natura di procedura di liquidazione coatta amministrativa qualora il dissesto non fosse risanato attribuisce a tale realtà proprio in ragione del fardello “finanziario” accollatosi la naturale vocazione a svolgere le funzione di Banca centrale se l’analogia in riferimento alle vicissitudini di Monte Paschi di Siena con  la Banca Romana al termine del Diciannovesimo secolo è appropriata e se il dissesto finanziario di cui essa è suo malgrado oggetto troverà soluzione in termini economici e finanziari e nei termini di  una formula societaria che permetta un regime privatistico al fine di superare la antinomia che la formula societaria pubblicistica di Banca di Italia implica. La natura privatistica è infatti necessarie per arginare la interferenza politica e per permettere ad un “istituto di emissione” la autonomia patrimoniale e finanziaria che la politica monetaria richiede ai fini di una sua indipendenza dal “fattore politico”.  Se il debito nei tre mesi del nuovo anno è rientrato nella dimensione di 1000 miliardi di euro nel  mese di aprile si chiude con un risanamento  della parte residua di debito in ragione di una transazione  istituzionale ai fini di una maggiore comprensione reciproca  tra livello finanziario dell’economia  e livello politico dell’economia e ai fini di uno stemperamento degli storici attriti che in Italia tali due livelli di conoscenza dei fenomeni economici ha tradizionalmente mostrato nelle sue vicende economiche e politiche.

Perugia 26 Aprile 2019 Fabrizio Maria Lo Monaco

          

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