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Proposta di diritto internazionale
Martedi, 5 Dicembre 2017
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Proposta di diritto internazionale
Martedi, 5 Dicembre 2017

  

 

Proposta: primo tentativo di introdurre una procedura innovativa nel diritto internazionale al fine di porre una argine alla deriva del multilateralismo internazionale che ha definitivamente dissolto la operatività del diritto internazionale in sede Onu. Il tentativo di ripiego basato sul bilateralismo dilagante unica àncora a cui la comunità internazionale ha potuto tentare di porre un freno all’arbitrio diffuso e alla antigiuridicità dei varie conclave che hanno tentato di opporsi in modo impulsivo più che su basi meditate ai diffusi venti di guerra del 21 secolo non ha prodotto risultati apprezzabili. L’unico rimedio per ripristinare un base solida al precario e frammentario diritto internazionale deve esordire dalla contemplazione degli Istituti esistenti (Fondo monetario Internazionale Banche Centrali Gatt ed accordi storici di rilevante interesse economico)  e politica di graduale ma ferma riduzione delle tariffe e dei dazi al fine di produrre un diritto internazionale realmente incline ad una politica di diffuso liberismo internazionale e diffusa apertura dei mercati internazionali al fine di scongiurare i venti di guerra derivanti dalla politiche autarchiche e dal diffuso protezionismo internazionale è costituito dal tentativo di porre basi giuridiche alla differenti fattispecie da cui deriva la casistica più rilevante e importante ai fini della risoluzione delle crisi internazionali e delle controversie giuridiche che ne sono l’inevitabile conseguenza giuridica. Dunque se il multilateralismo può essere abbandonato a causa della numerosa messe di casi irrisolti e peggio ancora di casi irrisolti nel peggiore dei modi (guerre carestie penuria alimentare  aggressioni inflazione svalutazione chiusura del mercato dei cambi e tutte le numerose conseguenze nefaste determinate dall’adozione di politiche dirigiste e dal ricorso indiscriminato dall’uso della forza con la violazione dei principi base del diritto internazionale ( non ingerenza negli affari interni degli Stati diritto di non aggressione diritto di non belligeranza dissuasione reciproca all’uso della forza diritto di astenersi dal prendere parte attiva alle controversie internazionali) la possibilità consiste nel tentare di ripristinare gradualmente un base giuridica liberista  alle  fondamenta dell’economia della comunità internazionale. Dunque se un paese si trova in una situazione di crisi è impensabile tentare di risolvere la crisi con accordi bilaterali. Il comune buon senso suggerisce che i paesi rivieraschi ne siano le maggiori potenziali vittime. Ed ecco che al multilateralismo inconcludente si può sostituire una principio che contempli il diritto per gli Stati limitrofi di pretendere una negoziato internazionale al fine di risolvere la crisi nel modo preferibile per le parti in causa. Questa sorta di amministrazione controllata che assomiglia gli interventi di tipo strutturale sulla base delle vecchie regole del Fondo Monetario Internazionale è una base più liberale che rispetta l’autonomia negoziale delle parti senza l’inevitabile ricorso a regole ormai logore come quella del Fondo Monetario Internazionale che dovrebbe trovare la ricetta alla quale agganciare gli atti imposti ai paesi in crisi dove la ricetta è sempre la medesima il mondo non è più quello del secolo breve è le questioni in gioco non possono essere risolte sulla base di regole dirigistiche piuttosto che sul comune buon senso di paesi disposti a mettere in gioco i propri principi giuridici su base negoziale al fine di innovare il pianeta in una logica di  libero mercato e di libero commercio.

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Il valore di una merce non dipende dalla sua natura, ma dalla stima degli uomini, anche se quella stima è folle. (Diego De Cavarubbias)

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La proprietà è una conseguenza necessaria della natura dell'uomo. (Claude Frédéric Bastiat)

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La tassa migliore è sempre la più leggera.
(Jean Baptiste Say)

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L'economia si occupa dei problemi fondamentali della società; interessa tutti e appartiene a tutti: è il principale e specifico studio di ogni cittadino. (Ludwig von Mises)

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